Nel 2006 la banda dei Pelle Ossa Junior, bambini e adolescenti che svolgevano volontariato durante la manifestazione annuale dedicata proprio al mondo dell’infanzia e adolescenza, Estate Bambini, promossa dal Comune di Ferrara e dall’Associazione di volontariato C.I.R.C.I, propose agli adulti di riferimento un’attività teatrale, da svolgersi nel corso dell’anno. L’anima della proposta era il desiderio di stare insieme, di raccontarsi più che mostrarsi, di mettersi alla prova, di navigare insieme per scoprirsi e scoprire altri orizzonti possibili.
La parola chiave  della proposta è stata, negli anni,  “un’esperienza di teatro, teatro come esperienza”, nella ricerca di una mescolanza tra esperienza umana e  artistica., che ha coinvolto ogni anno trenta, quaranta ragazzi di età differenti e che ha dato vita a diversi spettacoli.
Si è trattato e si  tratta di un laboratorio promosso dall’Associazione CIRCI,  che da anni lavorava  nel campo del volontariato, in particolare ideando e curando prima  il Progetto del Biblù e poi della BibliotecaBlù,  lo spazio/tempo dedicato ai bambini ospiti nel reparto di Pediatria dell’Arcispedale  di Cona.
Volontariato e teatro hanno in comune soprattutto un elemento che è quello della cura, intesa come particolare ascolto e attenzione all’altro, parte di me, diverso da me.
L’accoglienza è proprio uno degli elementi  a cui si è prestata e si presta massima attenzione all’interno del laboratorio, questo ha permesso nel corso degli anni di poter lavorare e crescere con gruppi al cui interno la differenza di età, pur mantenendo la sua specificità, diventava un elemento di passaggio di esperienza di valori  di formazione di consapevolezze.
Il teatro è concepito come spazio e tempo ideale per ideare un viaggio, esplorazione di territori avventurosi e sconosciuti, attraverso il contatto con i propri limiti e risorse, attraverso la ricerca di un equilibrio tra IO e NOI, attraverso mappe in isole ludiche dove il tesoro è costituito dall’esperienza concreta di sé e degli altri.
Non a caso si parla di Laboratorio e non di attività teatrale; laboratorio come luogo, spazio, tempo per sperimentare e sperimentarsi, per creare relazioni, per fare insieme, per sviluppare conoscenza, per apprendere attraverso l’esperienza diretta.

Finalità prioritaria del laboratorio è quella di educare al teatro, o meglio attraverso il teatro; educare inteso nel suo senso proprio: “educere”, condurre fuori, mettere in luce le risorse di ciascun partecipante e del gruppo, mediante le potenzialità espressive e comunicative del linguaggio del corpo e dello spazio, del linguaggio delle immagini e dei suoni, della costruzione di personaggi.
Gli obiettivi sottesi al percorso laboratoriale sono  quelli di:
stimolare la conoscenza di sé, dell’altro, dello spazio che, nel fare comune, diventa l’habitat del gruppo.
esplorare le potenzialità comunicative del linguaggio non verbale
potenziare le capacità di osservazione, ascolto, attenzione fra i soggetti coinvolti
sperimentare la possibilità, per i partecipanti, di mettersi in gioco come protagonisti, artefici del proprio processo immaginativo e creativo.
potenziare il livello di autostima all’interno di un ambito non giudicante.
migliorare le proprie competenze relazionali.


La metodologia proposta  da sempre, mira a favorire l’apprendimento attraverso la forma-gioco, ancor prima che di tecniche teatrali, dello stare insieme, del confrontarsi con la diversità di ciascuno, con le regole, con l’uso dello spazio, con l’ascolto del corpo, con la capacità di ricordare, di immaginare, di mettersi nei panni di un personaggio e dunque di un altro diverso da sé, della cooperazione, dell’attesa del proprio turno, della relazione con adulti in un particolare contesto.
Il gioco rappresenta uno degli strumenti attraverso cui si esprime una relazione educativa. Il bambino, nel gioco, racconta gli eventi vissuti, narra i sentimenti del suo mondo interno, mostra le sue paure e difficoltà, mettendo alla prova se stesso, le sue abilità e, soprattutto, la sua necessità di incontrarsi con gli altri.
Nello spazio che il gioco gli offre, esprime e sviluppa quei fattori emotivi che incidono sulle sue possibilità di imparare e crescere.
Nel corso del laboratorio vengono proposti giochi teatrali calati in un’ambientazione fantastica al fine di favorire il coinvolgimento psico-fisico e immaginativo del bambino.
Il  senso che abbiamo dato al variegato gioco del teatro è stato ed è quello di creare un gruppo solidale, di costruire una comunità itinerante,  in cammino in uno spazio e in un tempo, l’infanzia e l’adolescenza, tutto da esplorare. Come il teatro, che è prima di tutto un viaggio di conoscenza di se, dell’altro, di punti di vista diversi, di possibili e continue trasformazioni.
La scelta metodologica  non prevede copioni ma tende, attraverso stimoli precisi, a rendere ciascuno protagonista del proprio percorso, dei propri personaggi e delle proprie interpretazioni.
Con adulti che non si propongono come registi ma come accompagnatori, facilitatori, disponibili a navigare con i ragazzi tra i moti calmi e ondosi del lavoro teatrale, tra scoperte e frustrazioni, tra le bonacce e tempeste della crescita.


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